Accettare l’insicurezza? È una conquista

insicurezza

Non dobbiamo più chiederci come vincere l’insicurezza? Secondo quello che mi ha detto un amico, qualche giorno fa, no.

Per un’insicura come me questa rivelazione è stata illuminante. Non ho mai considerato l’insicurezza una caratteristica da accettare, anzi l’ho sempre vista come un ostacolo. Ho cercato di lavorare sulle mie insicurezze e le mie paure, alcune volte ci sono riuscita con successo, altre patendo qualche sconfitta. Così, l’idea che sia una conquista mi ha fatto vedere tutto sotto una nuova luce, che si sta diffondendo sui momenti d’ansia e disagio che si accompagnano ad essa.  

Infatti, per me l’insicurezza non è mai stata una virtù, piuttosto un difetto che porta con sé un altro pesante fardello, almeno per quanto mi riguarda, ma non credo di essere l’unica: la tendenza a sottovalutare i successi, considerando normale averli raggiunti. Sebbene gli altri sostengano che siano importanti, non è automatico crederci. L’insicurezza sul lavoro, ma in generale, è una zavorra fatta di dubbi, incertezze e paure che attanaglia e rovina i momenti di gioia e di cui andare fieri.

Allora come combattere l’insicurezza?

Perché dobbiamo combatterla e, soprattutto, vincerla? Chi l’ha detto che non possiamo accettarla e coccolarla come parte integrante di noi stessi? Così aspiro a raggiungere la consapevolezza del mio amico, molto più saggio di me, che, dopo tanti anni in cui ha sofferto il suo essere insicuro, ha deciso di porsi come modello di se stesso, senza cercare di essere un’altra persona che non somiglia e non somiglierà mai a lui. Naturalmente non è un cammino semplice, ci vuole tempo per fare pace con se stessi e con le proprie insicurezze, ma forse è più facile percorrere questa strada, più vicina al nostro modus vivendi, che lottare tutti i giorni contro la propria natura per essere qualcun altro, lontano da noi.
 
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“Il compito a cui dobbiamo lavorare, non è di arrivare alla scurezza, ma di arrivare a tollerare l’insicurezza.”
 

 

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