Cosa sognano i bambini?

cosa sognano i bambini

Quando si è piccoli si sogna tanto, si desidera diventare qualunque cosa e i sogni cambiano ogni giorno. Io ne avevo uno solo, però.

Volevo diventare una giornalista. Nella mia casa a Corleone, in provincia di Palermo, sognavo anche in grande, speravo di dirigere una redazione e di condurre il tg. Quando ho imparato a scrivere ho iniziato a realizzare dei giornaletti casalinghi, con tutte le rubriche. Tutto inventato da me, naturalmente. Oppure facevo la telegiornalista, costringendo i miei genitori e mia sorella a seguire il mio tg. Una cosa che tanti bambini sognano ma, nel mio caso, c’era una difficoltà: ho l’atrofia muscolare spinale (SMA), malattia rara che comporta un bel po’ di limitazioni, dal “semplice” non camminare e non essere autonomi all’avere problemi respiratori e, a volte, difficoltà nella comunicazione orale. Io, però, il mio sogno l’ho realizzato con impegno caparbietà e testardaggine, caratteristiche che non mi mancano. Mi sono laureata in Lettere classiche con il massimo dei voti all’Università di Palermo, a 25 anni, e tre anni dopo ho preso il tesserino di giornalista pubblicista. Il mio sogno di bambina, quindi, si è avverato e non è stato semplice, come non lo è per chiunque voglia fare questo mestiere. Nessuno, com’era giusto, mi ha riservato un trattamento di favore per la mia condizione e io non l’avrei accettato. Il mio obiettivo era quello, ci ho provato e l’ho raggiunto.

I miei sogni di bambina continuano

Ogni sogno che si rispetti, però, non si esaurisce al suo raggiungimento. E’ forse è proprio questo il bello dei sogni: che non finiscono mai. Cosa vogliono fare i bambini da grandi, quindi, è un percorso infinito e che cambia spesso. Così, dopo i giornaletti e i tg fatti in casa, sono passata ai giornali veri: cartacei e online. Ho iniziato a scrivere su Il Giornale di Sicilia, dove mi occupavo di internet, moda e cucina (sono eclettica). Ho collaborato con Anna e Gioia e con Repubblica, occupandomi prima di libri e dal 2017 di disabilità. Tra una collaborazione e l’altra, nei primi anni del 2000, ho avuto anche l’onore di dirigere la redazione di un magazine online che si chiamava Palermo24h.com, uno dei primi siti che si occupavano di come trascorrere il tempo libero a Palermo. Sono stati anni impegnativi, ma molto belli, ho conosciuto tante persone ed è stata una grande palestra. Ho imparato molto sul lavoro di giornalista e su come coordinare una redazione, composta da persone preparate che hanno portato avanti questo progetto insieme a me. A distanza di tempo, di questa esperienza mi è rimasto l’orgoglio di sapere che alcuni di noi hanno continuato con successo la carriera giornalistica. I miei sogni, però, non si sono esauriti al giornalismo, ma ho desiderato fare altro, mettendo al centro sempre la scrittura.

Lavori che vogliono fare i bambini

Quanti bambini e bambine vogliono fare gli scrittori o le scrittrici? Sinceramente non lo so, so però che io non ero una di questi. Non sono una scrittrice di lungo corso. Non ho cominciato a scrivere da bambina e non ho cassetti pieni di storie e racconti, ma la testa sì e, forse, questo è ciò che conta davvero. Fare la giornalista, naturalmente, significa scrivere, ma questo per me non vuol dire farlo. Amo il mio lavoro, non farei altro, però essere una scrittrice è un’altra cosa. Solo quattro anni fa, nel 2017, ho aperto i miei cassetti, in realtà, ne avevo solo uno, e ho pubblicato il mio primo romanzo: Messi vicini per caso, la storia di Andrea e Stella uniti da un sentimento che è meno di un amore, ma più di un’amicizia. Poi, ad agosto scorso ne ho aperto un altro ed è uscito Ogni cosa torna, un mystery in cui il Capitano dei Carabinieri Bianca Giusti non dovrà indagare solo su un crimine, ma anche dentro di lei, sullo sfondo della sua meravigliosa Sicilia.

Quali erano i tuoi sogni di bambina/bambina? Raccontameli nei commenti.

“In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno.”

Clarissa Pinkola Estès

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