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Giornata della memoria libri da leggere per non dimenticare

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Oggi è la Giornata della memoria in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa nel 1945⁠. Nei campi di sterminio non c’erano solo gli ebrei. La soluzione finale auspicata da Hitler era prevista anche per zingari, disabili, omosessuali, oppositori politici, rom. Questi anni terribili sono raccontati in tantissimi romanzi, saggi, biografie che ci fanno rivivere quel periodo. Ho selezionato alcuni libri per la Giornata della memoria. Unico comune denominatore: la lucida follia del regime nazista.

Giornata della memoria: libri che raccontano l’orrore del Nazismo

C’è sempre qualcuno da odiare per un potere malato e malvagio com’era quello che ha infestato l’Europa dal 1933 al 1945. Da odiare erano Anne Frank e la sua famiglia, lo erano solo perché ebrei. Chi non ha letto il Diario di Anne Frank piangendo? Io l’ho fatto. È commovente la storia di questa ragazzina che, nel suo Diario, aveva scritto in francese:

Sii gentile e abbi coraggio!

mentre era circondata dalla violenza e dalla morte.

Si collega al celeberrimo Diario, un libro pubblicato nel 2019, dal titolo Tutto su Anne che ci fa conoscere il mondo di Anne Frank. Diverso dal celeberrimo Diario, è cèCi sono pure approfondimenti su quel terribile momento storico⁠. Tutto su Anne è a cura della Casa Museo di Anne di Amsterdam, situata nel palazzo in cui si era nascosta la famiglia Frank. I testi del libro sono di Menno Metselaar e Piet van Ledde, le illustrazioni di Huck Scarry.

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Uomini, donne e bambini che hanno avuto una sola colpa: essere diversi. Avere un colore della pelle diverso, una religione diversa, un orientamento politico o sessuale diverso, una condizione economica diversa.

Libri sulla Giornata della memoria con bambini protagonisti

L’odio indiscriminato e folle può colpire tutti e in ogni momento. Come abbiamo visto, in quegli anni, non ha risparmiato neanche i bambini. Proprio dell’orrore riservato ai più piccoli parlano i prossimi due romanzi. Il primo è uscito a novembre scorso e si intitola L’asilo di Amsterdam scritto da Elle Van Rijn. Il secondo, uscito nel 2006, è Il bambino con il pigiama a righe dello scrittore irlandese John Boyne, un grande successo anche al cinema.

L’asilo di Amsterdam è ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 1942 nell’Amsterdam occupata dai nazisti. La voce narrante della storia è quella della diciassettenne ebrea Betty Oudkerk che, a causa delle leggi razziali, ha dovuto abbandonare la scuola per andare a lavorare in un asilo come maestra. La nuova situazione, però, non ha creato alcun disagio alla ragazza. Questo lavoro era nelle sue corde, soprattutto adesso che il negozio dei genitori è stato confiscato dal regime. Tutto è precipitato quando i nazisti hanno trasformato l’asilo in un punto di raccolta per i bambini ebrei in attesa della deportazione. Betty e le altre maestre, però, nella massima segretezza e a rischio della loro vita, hanno escogitato un piano, salvando oltre 600 bambini da un destino atroce. L’asilo di Amsterdam è una storia di coraggio tutta al femminile in corso di traduzione in tutta Europa.

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Questa stessa fortuna, purtroppo, non l’hanno avuta i protagonisti del romanzo di John Boyne Il bambino con il pigiama a righe, tradotto in 32 Paesi e diventato un bestseller per il New York Times. Due bambini della stessa età che hanno vissuto uno da una parte e uno dall’altra di una rete metallica, ma che hanno condiviso una fine orribile. Bruno è il figlio del comandante di un campo di sterminio, costruito vicino alla sua casa, mentre Shmuel è un bambino polacco prigioniero del campo. Tra i due bambini era nata un’amicizia inconsapevole della tragedia che stavano vivendo. Il bambino con il pigiama a righe ha avuto un grande successo. È stato tra i dieci romanzi più venduti in Australia, Spagna, Regno Unito ed altri Paesi europei. Nel 2008 il libro di Boyne è diventato un film diretto da Mark Herman.

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Libri che risvegliano la vergogna di un passato sconosciuto

Ci sono poi romanzi che affrontano il senso di colpa e di vergogna di chi viene a conoscenza del passato sconcertante e inaspettato di un familiare. È il tema trattato in due romanzi usciti ad ottobre scorso, il primo è Stirpe e vergogna di Michela Marzano, di cui ti ho parlato in occasione dell’uscita. Il secondo, La ritirata, è il primo romanzo pubblicato in Italia di Alexander Starritt. In entrambi i libri l’oscuro passato è quello del nonno dei protagonisti: fascista quello di Marzano, nazista quello di Starritt.

Ne La ritirata Meissner novantenne ha scritto una lettera al nipote raccontando la sua terrificante esperienza come artigliere nell’esercito della Wehrmacht inviato sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale. In questa lettera, trovata solo dopo la sua morte, ha risposto a quelle domande che il nipote non ha mai avuto il coraggio di rivolgergli. Un racconto dell’orrore: il suo reggimento, ormai allo sbando e certo della sconfitta, ha arretrato in Polonia incalzato dall’Armata Rossa, finendo in un campo di prigionia sovietico. In questa lettera Meissner ha scritto tutte le atrocità che ha visto, subito, ma anche dovuto compiere e sì è chiesto che tipo di uomo fosse diventato. Alexander Starritt si interroga su qualcosa che sconvolge tutti, ancora oggi: com’è stato possibile che tutta la Germania sia stata complice di una guerra così folle ed efferata?

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Da queste storie, che è difficile credere possano essere accadute davvero, si evince la tragedia di quegli anni e di come la follia umana possa sconvolgere il mondo. Si evince anche, però, il coraggio di tanti uomini e donne che hanno messo a rischio la loro vita per salvare chi non aveva alcuna colpa. È il caso di chiederci cosa fare per evitare che certe tragedie si ripetano. Per evitare che tutto cambi e tutto si ripeta uguale, riversando odio, violenza, rabbia verso altri uomini, donne e bambini.

State attenti a come è cominciata.

Papa Francesco

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