La vera discriminazione di cui pochi si accorgono

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In queste ultime settimane si è parlato e si parla molto, quasi sempre a sproposito, di discriminazione a causa dell’obbligo del Green Pass per accedere ai luoghi pubblici. L’obbligo del Pass è stato paragonato al numero con cui venivano marchiati gli ebrei dai nazisti. Ci sono stati professori che, mostrando parecchia ignoranza e nessuna vergogna, hanno pubblicato sui social foto del cancello di Aushwitz con la scritta Il vaccino rende liberi. Tutto questo mi fa indignare. Mi fa arrabbiare che questi personaggi o altri come loro che parlano di discriminazione adesso, non lo facciano con tanta veemenza e non alzino un dito quando si tratta di difendere i diritti delle persone con disabilità. Migliaia di persone che, tutti i giorni, a causa delle barriere architettoniche non possono condurre una vita come gli altri. Per loro è complicato o, addirittura, impossibile entrare in uffici pubblici, esercizi commerciali, luoghi di cultura e divertimento, scuole e università.

Ecco cos’è la discriminazione, quella vera

I paladini da salotto delle libertà violate sanno che in Sicilia ieri è iniziata la scuola e centinaia di allievi diversamente abili non potranno frequentare? Non per una scelta loro, ma perché mancano i servizi di assistenza, servizi indispensabili e, oltretutto, sanciti dalla legge. I professori che si licenziano, pubblicano foto vergognose o fanno petizioni sanno che la discriminazione per la disabilità costringe tantissimi studenti a stare a casa? Probabilmente no, perché non li ho mai visti protestare per difendere i loro diritti. La situazione dell’anno scolastico appena iniziato accentua ancora di più la discriminazione e le differenze, non più soltanto tra gli studenti disabili e quelli normodotati, ma anche tra gli stessi allievi con disabilità.

Leggi il mio articolo su Repubblica per saperne di più.

Non ho paura di chi discrimina, ma di chi rimane in silenzio.

Rinaldo Sinoli

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