Alla scoperta del Palazzo Quattro Pizzi con Stefania Auci

Stefania Auci

Dopo aver scoperto la chiesa di Santa Maria di Gesù al Capo, covo dei Beati Paoli protagonisti dell’omonimo romanzo di Luigi Natoli, ti porto in un delle dimore della famiglia Florio, il Palazzo Quattro Pizzi, situato nel complesso architettonico della Tonnara Florio all’Arenella.

A parlarcene è Stefania Auci nel libro I Leoni di Sicilia, bestseller mondiale del 2019, incentrato sulle vicende della famiglia Florio, tra mito e storia.

La parabola dei Florio raccontata da Stefania Auci

I Florio, arrivati in Sicilia da Bagnara Calabra nel 1799, sono definiti regnanti senza corona perché, pur non avendo nobili origini, sono diventati i sovrani di Palermo. Stefania Auci li omaggia ne I Leoni di Sicilia, e ne L’inverno dei Leoni, il nuovo romanzo in uscita il 24 maggio. L’autrice trapanese ripercorre la storia di questa famiglia ricca e potente che, dopo essere stata al centro della vita economica europea, perde tutto. Negli anni di massimo splendore i Florio possiedono tantissime dimore di rappresentanza e Palazzo Quatto Pizzi e l’ex tonnara ancora oggi affascinano palermitani e turisti. Da qualche anno la Tonnara Florio è diventata suggestiva location per eventi e banchetti.

La Tonnara Florio, la dimora copiata dallo zar di Russia

Nel primo capitolo della saga dei Florio Stefania Auci ambienta buona parte della vita di Vincenzo, figlio di Ignazio, della moglie Giulia e dei figli nel Palazzo Quattro Pizzi, denominato così per la presenza di quattro guglie. L’erede di Ignazio fa ricavare la dimora dall’antica tonnara di Palermo, commissionando l’opera all’architetto Carlo Giachery nel 1844. Il palazzo è così particolare che, durante una visita, lo zar Nicola I ne resta talmente affascinato che se ne fa costruire uno uguale in Russia. In quegli anni è molto in voga lo stile neogotico che Giachery riproduce nell’atmosfera mediterranea di Palermo.

Quattro vertici, quattro pilastri, quattro «pizzi». Linee gotiche degne di un castello inglese, bifore che si aprono verso il cielo. Un intarsio ricavato dal tufo, un merletto dalle linee sinuose scolpito nella pietra.

Così lo descrive Stefania Auci, affermando che, fino ad allora, nessuno aveva avuto niente di simile a Palermo. Questo è il desiderio di Vincenzo: lasciare tutti a bocca aperta. Il sogno si realizza perché il Palazzo Quattro Pizzi è frequentato da innumerevoli ospiti illustri, protagonisti della vita mondana e culturale palermitana. Tutti restano incantati dagli interni, dai colori, dal mare, dal golfo dell’Arenella. Cos’è rimasto oggi della dimora raccontata da Stefania Auci? Tutto il prestigio dei Florio e della loro storia. Essa rappresenta uno dei più preziosi scrigni liberty di Palermo. Chi vi entra resta incantato dai motivi ornamentali e dai colori delle volte, ispirati alla stanza di Ruggero II situata a Palazzo dei Normanni. Bellissime le opere di Salvatore Gregoretti, maestro della Belle époque, raffiguranti coppie di animali di diverse specie, e di Emilio Murdolo, uno dei maestri di Guttuso, che ritraggono i Paladini e richiamano i carretti siciliani.

Il sole entra, si distende sulle maioliche a scacchi. Il suono del mare copre il fruscio delle gonne e le loro parole sommesse. Mobili di mogano e noce svelano le loro forme: tavoli, armadi, divani, consolle. Mancano i soprammobili, ma sarà Giulia a pensarci.

I Leoni di Sicilia

L'inverno dei Leoni copertina

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