Ci sono donne che hanno vissuto sotto copertura. Non solo come spie. Ma come presenze silenziose nella Storia.
È da qui che nasce Sotto copertura. Storie di spie, la nuova antologia a cura di Sara Rattaro, in libreria e negli store online dal 20 febbraio, che intreccia narrativa e memoria per restituire voce a donne dimenticate dalla storia.
Se ti stai chiedendo di cosa parla Sotto copertura. Storie di spie di Sara Rattaro, la risposta è semplice e insieme potente: parla di donne che hanno scelto il rischio invece della resa. Donne nella clandestinità. Donne che hanno trasformato la paura in responsabilità.
In questa raccolta incontriamo sedici protagoniste femminili del Novecento: dalle pioniere dell’intelligence britannica alle staffette partigiane italiane, dalle eroine della Resistenza francese alle agenti segrete che hanno attraversato i grandi conflitti del secolo scorso.
Christine Granville, Ida D’Este, Nancy Wake, Virginia Hall, Melita Norwood, Josephine Baker, Mata Hari e molte altre emergono dall’oscurità per mostrarsi nella loro complessità umana, prima ancora che eroica. E accanto a loro, una delle donne della Resistenza italiana che ho scelto di raccontare: Stella Vecchio.
INDICE DEI CONTENUTI
ToggleUna antologia sulle spie donne del Novecento
Sotto copertura. Storie di spie è un’antologia sulle spie donne del Novecento, ma ridurla a questo sarebbe limitante. È un progetto corale. Sedici racconti, sedici biografie, sedici sguardi differenti che danno forma a veri e propri racconti storici al femminile sulla Resistenza italiana e non solo e sui grandi conflitti del Novecento.
L’antologia a cura di Sara Rattaro riunisce, oltre alla mia, le voci di Claudia Barrera, Barbara Carlet, Stefania Cuccarolo, Alessandra D’Agostino, Caterina Frecentese, Stefania Gattei, Francesca Garda, Giulia Giarola, Francesca Granai, Marta Melina, Anna Masotti, Maria Luisa Mosele, Rosa Patalano, Francesca Schranz, Flora Crosara.
Un mosaico di donne coraggiose, raccontate senza retorica. Senza trasformarle in monumenti. Restituendo loro dubbi, fragilità, responsabilità. Ogni racconto è accompagnato da una biografia storica della protagonista e dell’autrice che ne ha curato la narrazione. Un dialogo continuo tra passato e presente.

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Donne della Resistenza raccontate in Sotto copertura
Parlare di donne della Resistenza raccontate in Sotto copertura. Storie di Spie significa parlare di memoria attiva. Molte di queste donne non impugnavano armi, portavano messaggi, nascondevano documenti. organizzavano scioperi, coordinavano reti clandestine. Senza di loro, la Resistenza non sarebbe stata possibile.
Eppure spesso restano fuori dai manuali, si sa molto poco delle loro azioni di spionaggio e delle loro gesta eroiche.
Quando ho parlato con Sara Rattaro, le ho chiesto perché oggi sia ancora urgente raccontare queste figure femminili.
Com’è nata l’idea di Sotto copertura e perché senti che oggi sia ancora urgente parlare di donne, memoria e identità attraverso i libri?
L’idea di Sotto copertura è nata da una curiosità profonda e da un’urgenza: scoprire le storie di donne che hanno vissuto nell’ombra, spesso sotto false identità, affrontando pericoli che avrebbero piegato chiunque. Sono storie di coraggio, intelligenza e resilienza, ma per troppo tempo sono rimaste invisibili. Sentivo che meritavano di essere raccontate, che dovevano avere voce. Oggi parlare di donne, memoria e identità attraverso i libri è ancora urgente perché queste storie ci ricordano che la storia non è fatta solo dagli uomini e che conoscere il passato ci permette di capire chi siamo e chi possiamo diventare.
Stella Vecchio: biografia di una donna della Resistenza
Tra le figure raccontate nell’antologia, io ho scelto Stella Vecchio. La sua è una storia di coraggio e di forza.
Nata nel 1921, entra nella lotta antifascista con il nome di battaglia Lalla. Il 24 aprile 1945 assiste alla morte della compagna Gina Galeotti Bianchi, incinta di cinque mesi, colpita durante l’insurrezione.
Un trauma che avrebbe potuto fermarla. Non lo fece. Dopo la Liberazione, Stella continuò il suo impegno politico e sindacale, diventando la prima segretaria dell’Unione donne italiane di Milano e poi deputata. La sua è la storia di una donna che ha scelto di restare. Scrivendo il mio racconto mi sono chiesta cosa significhi davvero dare voce.
Sara, che cosa significa per te “dare voce” a queste figure femminili attraverso la narrativa?
Dare voce a queste donne significa permettere loro di uscire dall’ombra, restituire loro la dignità e la centralità che meritano. Significa raccontarle come persone vere, con paure, dubbi e passioni, non solo come icone o figure storiche. Spero che i lettori si lascino sorprendere, che si emozionino, che provino ammirazione ma anche empatia. Vorrei che queste storie accendessero curiosità e desiderio di scoprire di più, e magari che ispirassero il coraggio di agire anche nella propria vita.
Le altre donne di Sotto copertura. Storie di Spie
Questa antologia celebra il genio e la lealtà di donne straordinarie in un progetto corale in cui io e altre 15 autrici abbiamo voluto rendere omaggio a figure che hanno lottato per la nostra libertà, agendo nell’ombra, spesso nell’anonimato più assoluto. Ecco le altre protagoniste di Sotto copertura. Storie di spie:
Flora Crosara racconta Mata Hari
Margaretha Zelle, in arte Mata Hari, è l’icona della spia danzatrice. Trasformandosi in una
principessa giavanese, incantò Parigi con un magnetismo esotico che nascondeva un’esistenza
pericolosa. Durante la Grande Guerra, la sua rete di amanti tra ufficiali francesi e tedeschi la
trascinò in un gioco fatale di spionaggio. Accusata dalla Francia di tradimento, divenne il capro
espiatorio dei fallimenti bellici e fu giustiziata nel 1917, affrontando il plotone d’esecuzione a viso
scoperto.
Nel mio racconto, L’ultimo velo, esploro proprio questa dicotomia: era una spia spietata o una vittima fragile? Mata Hari ha creato un mito per sopravvivere, sfidando ogni convenzione. Rappresenta un archetipo di libertà e resilienza, una donna divisa tra l’identità sociale di Margaretha e la maschera della femme fatale. Il velo che cade è il simbolo di una vita vissuta pericolosamente sul confine tra realtà e finzione.
Stefania Gattei racconta Tina Costa
Tina Costa nacque durante la dittatura, in una famiglia molto semplice che la educò ad aiutare chi aveva bisogno. Dimostrò uno spirito ribelle fin da bambina, opponendosi all’indottrinamento del regime fascista. Durante la guerra operò come staffetta attraversando la linea gotica, rischiando la vita più volte sotto ai bombardamenti. Era una donna, animata da un forte spirito di solidarietà e un grande senso di comunità.
Gli episodi della sua vita mostrano come la guerra, la paura, la fame, rivelino solidarietà o tradimenti inaspettati. Il mio racconto è un omaggio a questa donna coraggiosa e alla mia città, Rimini, che ha messo in atto una resistenza silenziosa.
Marta Melina racconta Ida D’Este
Il mio racconto ha come protagonista Ida d’Este, donna coraggiosa e staffetta veneta durante la Resistenza. L’ho scelta perché la sua forza non si è misurata con le armi, ma con la capacità di restare libera nella mente e nel cuore, anche quando tutto intorno crollava. Ida non ha cercato gloria, né ricompense; è vissuta per il dovere e per proteggere gli altri. La sua storia mi ha affascinata perché parla di resistenza silenziosa, di scelta consapevole, di dignità che rimante integra anche di fronte all’orrore.
Maria Luisa Mosele racconta Noor Inayat Khan
Figlia di un maestro Sufi indiano e di Ora Ray Baker, americana, Noor nacque a Mosca nel 1914. Una sognatrice timida e sensibile, suonava l’arpa e a dodici anni già componeva canzoni, scriveva poesie e storie per bambini. Nel 1940 si arruolò nell’Aeronautica dell’Impero Britannico. Nel 1943, quale agente segreto affiancò la Resistenza francese, con il nome in codice di Madeleine. Fu arrestata dalla Gestapo e mandata in Germania, nella prigione di Pforzheim dove restò fino all’11 settembre 1944. Il 12 settembre 1944 fu deportata a Dachau, dove fu fucilata.
Ho scelto Noor per cercare di capire come può un’anima contemplativa trovare il coraggio di diventare una spia. In lei vivevano Oriente e Occidente, due culture diverse, ma unite nella spiritualità. Di fronte al male, l’etica, radicata nel profondo del suo essere, le impose di agire. Non poteva fare altro.
In Sotto copertura. Storie di Spie troviamo, oltre a quelle di Stella Vecchio, donna della resistenza, biografie ed episodi della vita di:
Vera Atkins raccontata da Francesca Granai
Josephine Baker raccontata da Barbara Carlet
Gertrude Bell raccontata da Francesca Schranz
Louise de Bettignies raccontata da Caterina Frecentese
Christine Granville raccontata da Francesca Garda
Virginia Hall raccontata da Rosa Patalano
Ursula Kuczymski raccontata da Claudia Barrera
Tosca Martini raccontata da Alessandra D’Agostino
Melita Norwood raccontata da Anna Masotti
Irene Sendler raccontata da Giulia Giarola
Nancy Wake raccontata da Stefania Cuccarolo
Questo progetto è stato entusiasmante ma impegnativo, perché abbiamo fatto tutto quello che serve per diventare scrittrici: ricerca, corsi di scrittura, coaching, editing, correzione bozze.
Un’esperienza arricchente, un viaggio di conoscenza e di crescita personale che, come spiega Sara Rattaro, ha presentato delle difficoltà ma ha dato grandi soddisfazioni.
Qual è stata la difficoltà più grande nel portare avanti questo progetto? E invece la soddisfazione più bella?
La difficoltà più grande è stata ricostruire le vite di queste donne partendo da frammenti, spesso da documenti scarni o da testimonianze parziali. Dare forma a storie così delicate e complesse senza tradirle è stata una sfida continua. La soddisfazione più grande, invece, è stata vedere le loro storie prendere vita sulla pagina e sentire che finalmente, anche se per pochi lettori alla volta, non erano più invisibili. Ma per tutto questo lavoro cosi1 ben riuscito posso solo complimentarmi con tutte le autrici dei racconti.
Un filo rosso nel mio percorso di scrittrice
Questo progetto con Sara Rattaro si inserisce in un percorso partito nel 2024 quando ho partecipato all’antologia Ritratti di donne 2, scrivendo un racconto dedicato a Rosemary Kennedy. Anche lì il centro era lo stesso: riportare alla luce donne dimenticate dalla storia.
Donne invisibili. Donne che hanno pagato un prezzo altissimo. Donne che meritano di essere raccontate. Scriverne significa scegliere da che parte stare.
E Sara Rattaro sta dalla parte parte delle donne che devono esser riscoperte perché meritano di essere riconosciute come protagoniste della storia.
Guardando al futuro, hai già in mente altri temi o figure femminili da raccontare?
Sì, ci sono ancora molte donne che attendono di essere riscoperte. Penso a figure di donne che hanno lottato nei conflitti dimenticati, a scienziate, artiste, ribelli che hanno cambiato il loro tempo senza clamore. Il filo conduttore resta lo stesso: storie di coraggio, identità e resistenza, da far emergere dall’ombra e restituire alla memoria collettiva.
Perché leggere oggi Sotto copertura. Storie di spie
L’ho chiesto a Sara Rattaro:
Questa antologia, e altri progetti realizzati con Morellini, parlano di donne spesso dimenticate: secondo te perché succede ancora oggi e qual è il rischio più grande di questa dimenticanza collettiva?
Purtroppo succede ancora perché la storia è stata scritta in gran parte da uomini e i modelli femminili sono stati spesso relegati ai margini, considerati accessori piuttosto che protagonisti. Il rischio più grande di questa dimenticanza collettiva è che perdiamo la memoria di esperienze fondamentali: perdiamo esempi di coraggio, di ingegno, di resilienza che potrebbero ispirare le nuove generazioni. Dimenticare le donne significa perdere pezzi essenziali della nostra identità culturale e sociale.
Ecco perché leggere Sotto copertura. Storie di spie oggi significa fare un atto di consapevolezza. Significa riconoscere che la libertà è anche il risultato delle scelte silenziose delle Donne della Resistenza e delle altre donne coraggiose raccontate nell’antologia a cura di Sara Rattaro. E raccontarla, per me, è un modo per continuare a stare dalla parte di chi non vuole più restare invisibile.
Acquistare Sotto copertura. Storie di spie non significa solo leggere storie di donne coraggiose. Tutti i diritti d’autore saranno devoluti ad AIRETT – Associazione Italiana Rett, per sostenere la ricerca e le famiglie dei bambini affetti da questa sindrome. È un libro che non fa solo memoria. Fa anche la differenza. Per leggere Sotto copertura. Storie di spie clicca qui 👇🏻👇🏻👇🏻
Il primo gesto della Resistenza è delle donne.
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