Quali sono i libri sopravvalutati?

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Qualche giorno fa sul mio profilo Instagram, nelle stories, ho fatto un sondaggio e ho chiesto a chi mi segue in base a cosa scegliesse un libro da leggere. Le opzioni erano quattro: copertina, nome dello scrittore o della scrittrice, passaparola, trama. Ad avere la meglio è stata la trama, a seguire subito dopo il passaparola. Ma quante volte è capitato di aver comprato un libro, pieni di entusiasmo, invogliati dalla storia o dal consiglio di qualcuno e restare delusi? A volte succede, perché ci sono libri sopravvalutati che tradiscono le nostre aspettative. Opere che, magari, hanno venduto tantissimo, ma che non hanno convinto il pubblico o la critica.

I libri sopravvalutati non sono necessariamente brutti

Credo che questa sia una premessa doverosa. Per me sono sovrastimate opere che milioni di persone hanno adorato e adorano, ma per me erano libri sopravvalutati, non brutti, semplicemente sopravvalutati. Ne cito uno per tutti e spero non storcerai il naso: Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin, caso editoriale dello scorso anno che ha venduto oltre 281 mila copie. Romanzo gradevole, ma non da giustificare tutto questo, a mio parere. Per fortuna, però, nonostante il successo, non sono l’unica a pensarla così. Quindi ho voluto chiedere a due mie amiche bopkblogger se anche loro si sono imbattute qualche volta in libri che hanno deluso le loro aspettative. Ecco quali sono per loro due libri sopravvalutati:

Il libro sopravvalutato per Francesca, ideatrice del blog Inchiostro e Parole

Avevo grandi speranze per Avrò cura di te, il romanzo scritto a quattro mani da Massimo Gramellini e Chiara Gamberale, viste le recensioni positive. Io sono rimasta perplessa e non completamente soddisfatta. Ho avuto la sensazione che le due scritture non si conciliassero a dovere: la Gamberale è diretta e scarna; Gramellini rallenta la lettura con una eccessiva introspezione. Ho perso spesso il filo del discorso e mi sono ritrovata a dover tornare indietro e rileggere il paragrafo. L’idea dell’Angelo Custode è apprezzabile, ma non mi ha convinta, come se non fosse stata sfruttata nel modo giusto. Mi dispiace dire che il mio giudizio è controcorrente.

Il libro sopravvalutato per Stefania, ideatrice del blog omonimo

L’estate scorsa ho letto La nona casa di Leigh Bardugo. Tanti, tantissimi i pareri positivi ma la mia è una voce fuori dal coro. Ce l’ho messa tutta. L’idea che mi resta in mente del libro è di una gran confusione nella quale non sono stata capace di districarmi. Ho fatto una gran fatica a portare a termine la lettura anche quando, arrivata a metà, ho avuto l’impressione di essere finalmente fuori dal tunnel quando ho intravisto maggiore linearità e maggiore chiarezza da un capitolo all’altro. Difficile barcamenarmi tra continui salti temporali, personaggi che compaiono e scompaiono, tanti nomi che ho fatto fatica a memorizzare, situazioni non semplici da mettere a fuoco. Sopravvalutato, secondo me.

Libri classici sopravvalutati secondo i critici

Ci sono alcuni libri considerati must have, da leggere assolutamente, che però non riscuotono il favore della critica. Sono tanti gli esempi e tra i libri sopravvalutati rientrano alcune opere che non ti aspetteresti mai. Parto da un libro che a me è piaciuto, ma che secondo il sito Listverse è addirittura illeggibile perché poco chiaro. Si tratta di Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez. Che dire? Ammetto che a volte mi sono persa tra i vari protagonisti, ma non credo sia illeggibile. Sempre nella lista di Listverse c’è un altro classico: Cime tempestose di Emily Brontë. Tuttavia per molti critici, il romanzo è male strutturate. Anche qua, dissento perché a me è piaciuto. Finiamo la carrellata con i libri sopravvalutati italiani. Il primo che si trova girovagando in rete è Il nome della rosa di Umberto Eco, giudizio confermato anche dal critico letterario e saggista Alfonso Berardinelli e, per quel che vale, anche da me. Tra i meno appezzati, nonostante il successo in libreria, ci sono pure Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro e Io uccido di Giorgio Faletti. Concordo per il primo, un po’ meno per il secondo.

Quali sono, secondo te, i libri più sopravvalutati? Scrivimelo nei commenti.

Deve essere assolutamente facile dire in mezz’ora se un libro vale qualcosa o non vale niente. Dieci minuti bastano, se uno ha istinto per la forma.

Oscar Wilde

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2 Replies to “Quali sono i libri sopravvalutati?”

  1. Yvonne says: 28 Luglio 2021 at 12:35

    Ho letto con interesse e credo convintamente che in molti casi il successo di un romanzo dipenda anche dall’investimento pubblicitario che fa la casa editrice ….Cime tempestose seconde me è un ottimo romanzo: dentro alcune descrizioni ci si trova talmente immedesimati da provare lo stesso turbamento che vivono i protagonisti. Avro’ cura di te di Gramellini e Gamberale mi ha lasciato perplessa tanto d classificarlo fra i libri che non “lasciano nulla”. Cambiare l’acqua ai fiori ho deciso di non leggerlo proprio perchè “esaltato” da molti e spesso ciò che è ” TROPPO”, mi delude….

    1. Patrizia Gariffo says: 28 Luglio 2021 at 17:17

      Confermo ciò che dici. Io ho letto “Cambiare l’acqua ai fiori” e l-ho trovato gradevole, ma certamente non il capolavoro descritto da tanti.

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