I libri di Laura Imai Messina best seller della letteratura giapponese

libro albero letteratura giapponese

Fino all’8 agosto, data di chiusura delle Olimpiadi di Tokyo, il Giappone sarà protagonista in tutto il mondo. Certamente un’Olimpiade complicata a causa della pandemia, ma non per questo meno entusiasmante per gli appassionati di sport. Ma chi non ama lo sport? Può tuffarsi nelle atmosfere nipponiche grazie alla letteratura giapponese. Gli scrittori di questo Paese, infatti, sono tra più amati dai lettori italiani e ricercati sul web. Da Haruki Murakami, con il suo stile particolare ricco di umorismo, suspense e realismo magico⁠, al Premio Nobel Kazuo Ishiguro, passando per l’autore del best seller Finché il caffè è caldo Toshikazu Kawaguchi. Io, però, voglio parlarti dei libri di Laura Imai Messina, scrittrice italiana trapiantata da oltre sedici anni in Giappone per amore di questo Paese e di un marito nipponico e due figli.

Laura Imai Messina stella della letteratura giapponese

La scrittrice italiana era partita per Tokyo solo per perfezionare la lingua senza l’intenzione di restarci, ma poi si è innamorata di questo Paese e di un uomo ed è rimasta. Oggi insegna italiano in alcune prestigiose università della città e, dal 2014, ha intrapreso la carriera di scrittrice con enorme successo. Basti pensare che il romanzo di Laura Imai Messina Quel che affidiamo al vento, uscito a gennaio del 2020, è stato pubblicato in oltre venti Paesi, ed è ancora nei primi posti tra i best seller di Amazon in letteratura giapponese, mentre i diritti per il cinema sono stati opzionati da Cattleya, società capace di trasformare grandi successi letterari in veri e propri cult internazionali, Gomorra la serie su tutti. Ad eguagliare il successo di questo c’è Le vite nascoste dei colori, uscito a giugno scorso.

Così, se non ami particolarmente gli sport olimpici, ma vuoi lo stesso la realtà giapponese ti consiglio questi due romanzi che, sebbene raccontino storie diverse, sono interconnessi.

I personaggi ritornano perché le loro vite sono interconnesse, più o meno profondamente. Questo l’ho imparato vivendo a Tokyo dove la densità di popolazione è altissima e, quindi, è naturale che accada.

Come racconta la scrittrice Laura Imai Messina in un’intervista: i suoi personaggi vivono negli stessi luoghi, hanno delle parentele, condividono lo stesso mondo, comune anche all’autrice italiana.

Il tema della morte ricorre nella letteratura giapponese della scrittrice

Non temere, non ti sto consigliando dei libri che rattristeranno le tue giornate di vacanza, tutt’altro. Sono romanzi che le allieteranno grazie allo stile raffinato e allo sguardo appassionato e privilegiato di Laura Imai Messina sul Giappone. Due libri al di sotto delle quattrocento pagine da affiancare, magari, ai capolavori di Ernest Hemingway che ti ho suggerito qualche giorno fa, e che non ti deluderanno.

La morte ritorna spesso nella letteratura giapponese ed è un tema caro alla scrittrice. La morte, però, né in Quel che affidiamo al vento né in Le vite nascoste dei colori è vissuta con la pesantezza con cui è vissuta in Occidente, spiega la Messina E’ qualcosa di naturale e che ci accompagna da quando nasciamo:

Il padre di Aoi, quando è bambino gli racconta che la morte è come una pianta. Quando nasciamo in noi viene piantato questo seme che cresce con noi.

Aoi è uno dei protagonisti dell’ultimo libro di Laura Imai Messina. Lui vive tutti i giorni a contatto con la morte perché lavora in un’impresa di pompe funebri, accompagna le persone nel loro ultimo viaggio. Lo fa con dolcezza e gentilezza, stando accanto ai loro familiari in un momento tragico. Aoi non ha paura della morte. La sua vita, però, non ha colori, sebbene il suo nome in giapponese significhi azzurro. Al contrario, la vita di Mio, l’altra protagonista del romanzo, è piena di colori, di tinte, di sfumature. Confeziona kimono nell’atelier di famiglia e vive nel colore, ha una percezione di esso che nessuno ha, vede migliaia di tinte. Quello è il suo mondo e, per questo motivo, le piace definire i colori che esistono, delle cose e delle persone.

Aoi e Mio sono l’uno l’opposto dell’altra, ma, come accade spesso, si attraggono e si innamorano. Cadono nel colore, un modo di dire giapponese per indicare l’innamoramento. L’amore di lui nei confronti di lei, però, non si manifesta per le qualità che la ragazza possiede. Mio, infatti, si aspetta di dover essere amata per la sua capacità di vedere le vite nascoste dei colori, tuttavia Aoi non se ne innamora per questo, ma per qualcosa che è invisibile a lei stessa.

Le vite nascoste dei colori, quindi, attraverso i colori, racconta un incontro tra chi, apparentemente, non ha nulla in comune. Racconta l’amore e la morte. Quest’ultima diventa un tema leggero nella letteratura giapponese rappresentata da Laura Imai Messina, i cui romanzi sono amati da milioni di lettori in tutto il mondo. I riti funebri buddisti e scintoisti che analizza sono pieni di dolcezza e suggestione. I vivi mettono nella bara del loro familiare defunto ciò che gli era più caro quando era in vita.

Copertina Le vite nascoste dei colori

Di morte, ma sempre con leggerezza, parla pure Quel che affidiamo al vento, tratto da una storia vera. Il romanzo parla del dolore e della capacità di ricominciare. Protagonista è il giardino di Bell Gardia che si trova in uno dei luoghi più devastati dalla furia dello tsunami del 2011. Qua qualcuno ha collocato una cabina telefonica con un telefono nero senza fili. Non un telefono rotto, ma un telefono particolare perché permette di parlare con i propri cari defunti e, per questo motivo, diventa meta d pellegrinaggio di migliaia di persone che hanno questo desiderio. Un desiderio che, probabilmente, abbiamo avuto tutti.

Anche in questo libro, oltre alla morte, è protagonista l’amore. In quel terribile giorno Yui ha perso la madre e la figlia. Anche lei corre in questo giardino magico con la speranza di parlare con loro. Qua incontra Takeshi, medico che vive a Tokyo, anche lui devastato dal dolore perché la sua bambina di quattro anni è muta dal giorno in cui è morta la madre. In questo luogo incantato si incontrano la loro solitudine e il loro dolore, le loro ferite che per rimarginarsi hanno bisogno di coraggio. Un uragano, però, minaccia Bell Gardia e, così, Yui decide di fermarsi e di proteggerlo. Avviene il miracolo, perché succede, magari per sbaglio o per caso: arriva l’amore.

Copertina Quel che affidiamo al vento

Laura Imai Messina Messina: il blog e gli altri libri

Laura Imai Messina non è solo una stella della letteratura giapponese, il suo primo amore infatti è stato il blog Giappone Mon Amour, fondato nel marzo del 2011. La pagina collegata al blog, che è diventato un punto di riferimento per chi ama il Giappone, oggi conta più di 100 mila iscritti. Giappone Mon Amour è una finestra sulla realtà quotidiana di Tokyo.

Anche il suo primo romanzo Tokyo Orizzontale, uscito per Piemme nel 2014, ha avuto un ottimo successo. Sempre per Piemme quattro anni dopo esce Non oso dire la gioia e, nello stesso anno arriva in libreria un altro best seller di Laura Imai Messina, si tratta di WA. La via giapponese dell’armonia (Vallardi), che è stato tradotto in spagnolo e tedesco.

Nel 2020 pubblica per Einaudi Tokyo tutto l’anno – Viaggio sentimentale nella grande metropoli, libro imperdibile per conoscere una Tokyo familiare e sconosciuta a chi arriva dall’Occidente, una città con tanti riti e tradizioni antichissimi, ma nello stesso tempo una metropoli modernissima e sempre in movimento. Le pagine di Tokyo tutto l’anno – Viaggio sentimentale nella grande metropoli sono arricchite dalle illustrazioni del Maestro Igort. Ha splendide illustrazioni, realizzate dall’artista pluripremiato Philip Giordano, pure il suo primo libro di letteratura giapponese per ragazzi uscito lo scorso febbraio per Salani: Goro Goro – La pesca della stella. Il viaggio di Daruma e altre storie giapponesi.

Vorrei abitassimo un colore, – mormorò Aoi stringendosi a Mio. – Un colore in cui rifugiarci quando le cose si mettono male.

Le vite nascoste dei colori

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