Qualche giorno fa Facebook mi ha riproposto un ricordo molto emozionante: la bravissima Lucia Caponetto che dava voce alla mia Rosemary Kennedy, una delle 27 protagoniste d Ritratti di donne 2, l’antologia curata da Sara Rattaro che raccoglie le storie di 27 donne raccontate attraverso un episodio significativo della loro vita.
Questo ricordo mi offre lo spunto per tornare sulla polemica nata dopo la prima prova della Maturità 2026. In molti hanno evidenziato come nelle tracce di italiano fossero assenti le scrittrici, sostenendo che questa scelta rappresentasse l’ennesima prova della scarsa considerazione riservata alle donne nella cultura italiana. La discussione sulle donne nelle tracce della Maturità 2026 ha acceso un dibattito, a mio parere, alquanto bizzarro tra docenti, scrittori, giornalisti e lettori.
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TogglePerché è nata la polemica sulle scrittrici alla Maturità 2026
Secondo molti osservatori, il fatto che dal 1999 nessuna scrittrice compaia nelle tracce di analisi del testo rappresenterebbe un problema culturale e simbolico. La questione è tornata al centro dell’attenzione anche quest’anno, alimentando riflessioni sulla rappresentanza femminile nei programmi scolastici e nella letteratura proposta agli studenti.
È vero: molte scrittrici importanti sono state a lungo trascurate nei programmi scolastici, nella critica e nella memoria collettiva. Non lo nego affatto.
Anzi, proprio grazie a un’iniziativa della scrittrice Sara Rattaro ho avuto il piacere di partecipare con due racconti a due antologie dedicate a donne straordinarie spesso poco celebrate: Ritratti di donne 2 e Sotto copertura. Storie di spie. Per questo il tema mi sta particolarmente a cuore, e non da oggi.
Le donne sono davvero escluse dalla cultura e dalla scuola?
Proprio per questo, però, faccio fatica a condividere alcune delle conclusioni che sono state tratte da questa vicenda.
Perché riconoscere che esistono ancora squilibri o dimenticanze non significa automaticamente interpretare ogni scelta come la prova di una sistematica cancellazione delle donne.
Nella scuola italiana dove oltre l’80% dei docenti è donna e in un settore come l’editoria dove le donne sono largamente presenti come lettrici, autrici, editor, redattrici, traduttrici, responsabili editoriali e uffici stampa, parlare di una sistematica invisibilità femminile richiede forse qualche sfumatura in più.
Basta entrare in una libreria per accorgersi che la narrativa contemporanea è piena di romanzi scritti da donne e di storie raccontate dal punto di vista femminile. Le classifiche di vendita, i cataloghi editoriali e molti dei libri più letti degli ultimi anni lo dimostrano quotidianamente.
Cosa dimostra davvero l’assenza delle scrittrici nelle tracce?
E poi c’è un passaggio che mi ha colpita particolarmente. Si è citato spesso il Premio Nobel per la Letteratura come prova del fatto che, in Italia, le scrittrici non ricevano il riconoscimento che meritano, neanche quelle premiate dall’Accademia svedese.
Ma il Nobel dimostra davvero questo? Per oltre un secolo le donne premiate sono state una minoranza rispetto agli uomini, solo 18. Eppure nessuno o pochi si sognerebbero di sostenere che il Nobel non riconosca il valore delle scrittrici.
Allo stesso modo, l’assenza di una scrittrice in una specifica tipologia di traccia della Maturità 2026 non basta, da sola, a dimostrare una volontà di cancellazione o di esclusione. Perché le grandi scrittrici esistono, eccome. E, quindi, il problema di tutta questa enorme polemica, a mio parere è il volo pindarico che si fa da un dato reale che è nessuna scrittrice è stata scelta per l’analisi del testo alla conclusione scolpita nella pietra che è lo Stato comunica alle ragazze che le donne non sono autrici fondative del pensiero e dell’immaginario nazionale.
Tra queste due affermazioni c’è un salto enorme. Un salto che richiederebbe prove ben più solide di una singola statistica sulle tracce della Maturità.
La sottorappresentazione equivale sempre a discriminazione?
Perché se seguiamo questa logica, dovremmo concludere anche che una scuola in cui oltre l’80% dei docenti è donna comunica che gli uomini non sono adatti all’insegnamento.
Oppure che un’editoria in cui le donne sono la maggioranza tra i lettori e costituiscono una parte rilevantissima di autrici, editor, redattrici, traduttrici e responsabili editoriali comunichi che gli uomini non contano nel mondo del libro.
Ovviamente sarebbe una conclusione forzata. Ed è proprio questo il punto: la sottorappresentazione di un gruppo in uno specifico contesto non autorizza automaticamente a dedurre quale messaggio culturale un’intera istituzione stia trasmettendo alla società.
Valorizzare le scrittrici senza semplificare il dibattito
Possiamo e dobbiamo continuare a valorizzare le autrici, riscoprire scrittrici dimenticate e discutere le scelte culturali del Ministero.
Da lettrice e da scrittrice, sono la prima a credere che autrici come Elsa Morante, Grazia Deledda, Goliarda Sapienza e molte altre meritino di essere lette, studiate e ricordate. Il loro contributo alla letteratura italiana è indiscutibile.
Ma parlare di una presunta cancellazione sistematica delle donne partendo da una singola prova di Maturità mi sembra una semplificazione piuttosto discutibile.
E devo ammettere che riuscire a trasformare una prova di italiano in un dibattito sulla scarsa rappresentanza femminile è un talento che meriterebbe quasi una traccia tutta sua alla prossima Maturità.
Le donne sono importanti e fondamentali e non è certo l’assenza di voci femminili in una prova d’esame a sminuirne il valore. Le donne raccontate nell’antologia Sotto copertura. Storie di spie hanno lottato con coraggio e in silenzio per regalarci la libertà e la democrazia in cui viviamo oggi. E averle raccontate, per me, è stato un modo per continuare a stare dalla parte di chi ha fatto la storia.
Acquistare Sotto copertura. Storie di spie non significa solo leggere storie di donne coraggiose. Tutti i diritti d’autore saranno devoluti ad AIRETT – Associazione Italiana Rett, per sostenere la ricerca e le famiglie dei bambini affetti da questa sindrome. È un libro che non fa solo memoria. Fa anche la differenza. Per leggere Sotto copertura. Storie di spie clicca qui 👇🏻👇🏻👇🏻
È meglio non viziare troppo il prossimo e mandarlo ogni tanto all’inferno, altrimenti, sarebbe la fine.
Elsa Morante
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