Romanzi brevi di Leonardo Sciascia per scoprire la Sicilia e l’Italia

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Leonardo Sciascia nei suoi libri ha saputo raccontare la storia della Sicilia e dell’Italia, vivendola e prevedendola. L’ha fatto anche attraverso le pagine di tanti romanzi brevi che meritano di essere letti o riletti, se l’hai già fatto. Pagine nelle quali lo scrittore ha raccontato la vita e la morte e ha parlato di mafia, di giustizia e di politica. Argomenti forti e complicati, ma tratteggiati con semplicità.

Nato a Racalmuto nel 1921 è una delle figure più importanti ed incisive del Novecento culturale italiano. Non solo scrittore, ma anche giornalista, critico d’arte, politico e insegnante d’italiano. Ho selezionato per te alcuni romanzi brevi di questo intellettuale a 360 gradi. Cinque romanzi brevi che non superano le 140 pagine e che tratteggiano pezzi di storia del nostro Paese. Scopriamoli insieme.

Leonardo Sciascia: romanzi brevi da leggere in poche ore

Voglio cominciare con Todo Modo, uscito nel 1974 e che non è stato affatto apprezzato dalle gerarchie ecclesiastiche dell’epoca. Perché? Perché in questo libro Leonardo Sciascia parla di cattolici che fanno politica nel movimentato periodo degli anni Settanta. Protagonista indiscusso del primo di questi cinque romanzi brevi è l’ambiguo Don Gaetano, un sacerdote molto colto e carismatico. In un eremo trasformato in albergo, in vari periodi dell’anno, si celebrano gli esercizi spirituali cui partecipano cardinali, industriali, politici, uomini potenti insomma. Durante uno di questi ritiri avvengono inquietanti delitti. Gran cerimoniere è Don Gaetano, un gesuita che rappresenta proprio la cultura elitaria narrata da Sciascia. Anche il titolo del libro si rifà a questo ordine religioso perché è ripreso da una citazione dagli Esercizi spirituali del suo fondatore, Sant’Ignazio di Loyola:

Todo modo para buscar la voluntad divina.

(Ogni mezzo per cercare la volontà divina.)

Nel 1976 da questo romanzo Elio Petri ha tratto il film omonimo con Gian Maria Volonté, Marcello Mastroianni e Mariangela Melato.

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Nel solco del giallo si inserisce anche il romanzo breve Il giorno della civetta, pubblicato nel 1961, in cui per la prima volta c’è la rappresentazione della mafia. Un romanzo coraggioso dove lo scrittore racconta il passaggio di Cosa Nostra dal mondo contadino a quello degli appalti e di realtà non più solo siciliane. La storia trae spunto dall’omicidio del sindacalista comunista Accursio Miraglia, avvenuto a Sciacca nel 1947. Questo testo ha l’obiettivo di mettere lo Stato davanti al fatto compiuto: la mafia esiste. Così, nel 1972, Sciascia aggiunge un’appendice al libro in cui ricorda che poco prima della sua pubblicazione il Governo italiano negava l’esistenza di Cosa Nostra, sebbene ci fossero inchieste e saggi che dimostrassero il contrario. Anche da questo romanzo breve fu tratto un film, uscito nel 1968, diretto da Damiano Damiani con Franco Nero e Claudia Cardinale.

Romanzi brevi di Leonardo Sciascia per scoprire la Sicilia e l'Italia

Di genere completamente diverso è Candido, romanzo breve ispirato all’omonimo libro di Voltaire. In piccoli capitoletti si raccontano le avventure e disavventure di  Candido Munafò, un giovane mite, testardo e riflessivo. In questo caso è più che mai valida la locuzione latina Nomen omen (Il destino nel nome), secondo cui gli antichi romani credevano che nel nome della persona fosse indicato il suo destino. Candido, infatti, vive la vita candidamente e per lui ogni cosa è semplice e chiara. Questo, da quando è nato nel 1943, la notte dello sbarco degli alleati in Sicilia, lo porta a cacciarsi nei guai. Figlio di un avvocato e della figlia di un generale fascista, cresce libero e spontaneo, denunciando ogni malfatto visto e provocando danni a se stesso e agli altri.

romanzi bevi

Saggi romanzati per raccontare fatti realmente accaduti

Ritorniamo in ambito religioso con Morte dell’Inquisitore, pubblicato nel 1964. Ambientato negli anni dell’Inquisizione a Palermo è ispirato all’omicidio dell’inquisitore spagnolo Juan Lopez de Cisneros commesso dal frate eretico Diego La Matina, durante un interrogatorio. Quest’ultimo era di Racalmuto e per questo Leonardo Sciascia lo descrive come un suo antenato ideale. Un libero pensatore che, con le sue idee illuministe, sconfigge la superstizione dell’inquisizione uccidendo Juan Lopez de Cisneros. Il tema trattato in questo saggio è alquanto spinoso e non poi così lontano da noi, tanto che lo scrittore affermava:

Mi sono interessato all’Inquisizione poiché questa è lungi dal non esistere più nel mondo.

Romanzi brevi di Sciascia

Di un altro personaggio realmente esistito tratta La scomparsa di Majorana. Ettore Majorana era un importante fisico accademico catanese che a soli 31 anni, nel 1938, è sparito nel nulla. Le ipotesi su questa misteriosa scomparsa sono state molteplici, ma gli inquirenti del tempo si sono indirizzati verso l’ipotesi del suicidio, questa è stata. la versione ufficiale. Sciascia, nel 1975, riprende in questo saggio l’episodio, raccogliendo le poche notizie che c’erano e le dichiarazioni di chi era vicino a Majorana. Nella Scomparsa di Majorana espone pure la sua ipotesi. Non un suicidio, ma la fuga in un convento. Colui che Fermi ha definito un genio pari a Galileo e Newton avrebbe ripudiato il suo ruolo di scienziato perché conscio dei danni causati dall’imminente creazione della bomba atomica.

Romanzi brevi di Leonardo Sciascia

Dopo Giovanni Verga, maggiore esponente del Verismo, Leonardo Sciascia è il mio scrittore siciliano preferito. So che anche Luigi Pirandello o Andrea Camilleri sono illustri esponenti della letteratura siciliana, ma se dovessi scegliere tra un romanzo dello scrittore agrigentino e uno dei romanzi brevi di quello di Racalmuto non avrei dubbi. E tu? Quali sono il tuo scrittore o la tua scrittrice siciliani preferiti? Scrivilo ei commenti.

La morte è terribile non per il non esserci più ma, al contrario, per l’esserci ancora e in balìa dei mutevoli ricordi, dei mutevoli sentimenti, dei mutevoli pensieri di coloro che restavano.

Leonardo Sciascia

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