Leonardo Sciascia nei suoi libri e racconti ha saputo raccontare la storia della Sicilia e dell’Italia, vivendola e prevedendola. L’ha fatto anche attraverso le pagine di tanti romanzi brevi che meritano di essere letti o riletti, se l’hai già fatto. Pagine nelle quali lo scrittore ha raccontato la vita e la morte e ha parlato di mafia, di giustizia e di politica. Argomenti forti e complicati, ma tratteggiati con semplicità.
Nato a Racalmuto nel 1921, è una delle figure più importanti del Novecento italiano. Non solo scrittore, ma anche giornalista, critico d’arte, insegnante e politico. Se ti stai chiedendo da quale romanzo di Sciascia iniziare o quali siano i suoi libri più belli da leggere, qui troverai alcuni dei romanzi che meglio raccontano il suo sguardo lucido sull’Italia e sulla Sicilia.
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ToggleQual è il romanzo più bello di Leonardo Sciascia?
Se dovessi consigliare un solo romanzo di Sciascia a chi non lo ha mai letto, sceglierei Il giorno della civetta. È il libro che più di tutti rappresenta il suo modo di osservare la società italiana e raccontare il potere.
Pubblicato nel 1961, è considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura italiana del Novecento perché affronta apertamente il tema della mafia in un periodo in cui molti ne negavano persino l’esistenza.
Attraverso una storia investigativa, lo scrittore siciliano racconta il rapporto tra verità, giustizia, omertà e istituzioni. Ancora oggi resta uno dei migliori libri da leggere per avvicinarsi alla sua opera.
| Romanzo | Anno | Per chi è consigliato |
| Il giorno della civetta | 1961 | Se ami i gialli civili |
| A ciascuno il suo | 1966 | Se cerchi un mistero psicologico |
| Todo modo | 1974 | Se ti interessano politica e potere |
| Candido | 1977 | Se ami la satira |
| Una storia semplice | 1989 | Se vuoi iniziare da un libro molto breve |
Leonardo Sciascia: romanzi brevi da leggere in poche ore
Todo modo

Voglio cominciare con Todo modo, uscito nel 1974 e che non è stato affatto apprezzato dalle gerarchie ecclesiastiche dell’epoca. Perché? Perché in questo libro Leonardo Sciascia parla di cattolici che fanno politica nel movimentato periodo degli anni Settanta. Protagonista indiscusso del primo di questi cinque romanzi brevi è l’ambiguo Don Gaetano, un sacerdote molto colto e carismatico. In un eremo trasformato in albergo, in vari periodi dell’anno, si celebrano gli esercizi spirituali cui partecipano cardinali, industriali, politici, uomini potenti insomma. Durante uno di questi ritiri avvengono inquietanti delitti. Gran cerimoniere è Don Gaetano, un gesuita che rappresenta proprio la cultura elitaria narrata da Sciascia. Anche il titolo del libro si rifà a questo ordine religioso perché è ripreso da una citazione dagli Esercizi spirituali del suo fondatore, Sant’Ignazio di Loyola:
Todo modo para buscar la voluntad divina.
(Ogni mezzo per cercare la volontà divina.)
Nel 1976 da questo romanzo Elio Petri ha tratto il film omonimo con Gian Maria Volonté, Marcello Mastroianni e Mariangela Melato.
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Il giorno della civetta

Nel solco del giallo si inserisce anche il romanzo breve Il giorno della civetta, pubblicato nel 1961, in cui per la prima volta c’è la rappresentazione della mafia. Un romanzo coraggioso dove lo scrittore racconta il passaggio di Cosa Nostra dal mondo contadino a quello degli appalti e di realtà non più solo siciliane. La storia trae spunto dall’omicidio del sindacalista comunista Accursio Miraglia, avvenuto a Sciacca nel 1947. Questo testo ha l’obiettivo di mettere lo Stato davanti al fatto compiuto: la mafia esiste. Così, nel 1972, Sciascia aggiunge un’appendice al libro in cui ricorda che poco prima della sua pubblicazione il Governo italiano negava l’esistenza di Cosa Nostra, sebbene ci fossero inchieste e saggi che dimostrassero il contrario. Anche da questo romanzo breve fu tratto un film, uscito nel 1968, diretto da Damiano Damiani con Franco Nero e Claudia Cardinale.
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Candido

Di genere completamente diverso è Candido, romanzo breve ispirato all’omonimo libro di Voltaire. In piccoli capitoletti si raccontano le avventure e disavventure di Candido Munafò, un giovane mite, testardo e riflessivo. In questo caso è più che mai valida la locuzione latina Nomen omen (Il destino nel nome), secondo cui gli antichi romani credevano che nel nome della persona fosse indicato il suo destino. Candido, infatti, vive la vita candidamente e per lui ogni cosa è semplice e chiara. Questo, da quando è nato nel 1943, la notte dello sbarco degli alleati in Sicilia, lo porta a cacciarsi nei guai. Figlio di un avvocato e della figlia di un generale fascista, cresce libero e spontaneo, denunciando ogni malfatto visto e provocando danni a se stesso e agli altri.
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Saggi romanzati per raccontare fatti realmente accaduti
Morte dell’inquisitore

Ritorniamo in ambito religioso con Morte dell’Inquisitore, pubblicato nel 1964. Ambientato negli anni dell’Inquisizione a Palermo è ispirato all’omicidio dell’inquisitore spagnolo Juan Lopez de Cisneros commesso dal frate eretico Diego La Matina, durante un interrogatorio. Quest’ultimo era di Racalmuto e per questo Leonardo Sciascia lo descrive come un suo antenato ideale. Un libero pensatore che, con le sue idee illuministe, sconfigge la superstizione dell’inquisizione uccidendo Juan Lopez de Cisneros. Il tema trattato in questo saggio è alquanto spinoso e non poi così lontano da noi, tanto che lo scrittore affermava:
Mi sono interessato all’Inquisizione poiché questa è lungi dal non esistere più nel mondo.
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La scomparsa di Majorana

Di un altro personaggio realmente esistito tratta La scomparsa di Majorana. Ettore Majorana era un importante fisico accademico catanese che a soli 31 anni, nel 1938, è sparito nel nulla. Le ipotesi su questa misteriosa scomparsa sono state molteplici, ma gli inquirenti del tempo si sono indirizzati verso l’ipotesi del suicidio, questa è stata. la versione ufficiale. Sciascia, nel 1975, riprende in questo saggio l’episodio, raccogliendo le poche notizie che c’erano e le dichiarazioni di chi era vicino a Majorana. Nella Scomparsa di Majorana espone pure la sua ipotesi. Non un suicidio, ma la fuga in un convento. Colui che Fermi ha definito un genio pari a Galileo e Newton avrebbe ripudiato il suo ruolo di scienziato perché conscio dei danni causati dall’imminente creazione della bomba atomica.
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Da quale romanzo di Sciascia iniziare?
Dipende dal tipo di lettrice o lettore che sei.
Se ami i romanzi gialli e investigativi, Il giorno della civetta e A ciascuno il suo sono probabilmente il punto di partenza migliore. In questi libri Leonardo Sciascia utilizza la struttura del giallo per raccontare la realtà siciliana, la mafia e i meccanismi del potere.
Se invece preferisci una lettura più politica e corrosiva, Todo modo resta uno dei romanzi più provocatori dello scrittore siciliano.
Chi cerca un libro breve da leggere in poche ore potrebbe invece partire da Una storia semplice, uno dei romanzi più brevi e accessibili di Sciascia, capace però di racchiudere molti dei temi centrali della sua produzione narrativa.
I temi principali nei romanzi di Leonardo Sciascia
I romanzi di Leonardo Sciascia continuano a essere letti perché affrontano temi che sono sempre attuali.
La mafia
Ne Il giorno della civetta lo scrittore racconta la presenza della mafia in Sicilia quando gran parte delle istituzioni tendeva ancora a minimizzarla. Attraverso il romanzo mostra come il fenomeno mafioso fosse già profondamente intrecciato con il potere e con la vita quotidiana.
Il potere
Nei libri di Sciascia il potere politico, economico e religioso è spesso al centro della narrazione. I suoi personaggi si muovono in sistemi complessi in cui la verità viene nascosta, manipolata o sacrificata.
La ricerca della verità
Molti protagonisti dei romanzi di Sciascia cercano una verità che sembra sempre sfuggire. È ciò che accade anche in A ciascuno il suo, uno dei suoi romanzi più amati, dove la ricerca della giustizia si scontra con interessi e complicità difficili da spezzare.
La Sicilia
La Sicilia non è soltanto un’ambientazione. Nei libri di Leonardo Sciascia diventa un personaggio vero e proprio, con le sue contraddizioni, i suoi silenzi e la sua storia.
Dopo Giovanni Verga, maggiore esponente del Verismo, Leonardo Sciascia è il mio scrittore siciliano preferito. So che anche Luigi Pirandello o Andrea Camilleri sono illustri esponenti della letteratura siciliana, ma se dovessi scegliere tra un romanzo dello scrittore agrigentino e uno dei romanzi brevi di quello di Racalmuto non avrei dubbi.
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La morte è terribile non per il non esserci più ma, al contrario, per l’esserci ancora e in balìa dei mutevoli ricordi, dei mutevoli sentimenti, dei mutevoli pensieri di coloro che restavano.
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