C’è una scena che si ripete più spesso di quanto pensiamo, magari anche nei giorni di festa appena trascorsi: una libreria, un adulto che prende in mano un libro e pensa: Questo è più adatto a una bambina oppure Questo è un libro da maschi. Succede anche a scuola, nelle biblioteche, nelle case, in ogni luogo in cui si fa educazione alla lettura.
Ed è proprio da qui che nasce l’idea che esistano libri per donne e libri per uomini. Un’abitudine che sembra innocua, soprattutto quando riguarda libri per bambini e libri per ragazzi, ma che in realtà è errata perché i libri non hanno genere e ha conseguenze profonde e durature.
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ToggleChi ha deciso che esistono libri per donne e libri per uomini
Vale la pena riflettere e chiederselo davvero: perché esistono libri per donne e libri per uomini? Perché, da sempre, c’è questo pregiudizio strisciante che fa dire che il protagonista di un romanzo è adatto a un bambino o a una bambina?
Questa distinzione è nata nel marketing editoriale, nelle collane, nelle copertine, nei colori, negli scaffali separati.
È una semplificazione comoda, che aiuta a vendere, a orientare, a catalogare. Il problema è che, col tempo, ciò che nasce come strategia commerciale diventa norma culturale. E quando parliamo di lettura e genere, la norma pesa più di quanto immaginiamo. I libri divisi per genere non rispecchiano i gusti reali delle persone, ma aspettative costruite: cosa dovrebbe piacere a una bambina, cosa dovrebbe attrarre un bambino. Emozioni delicate da una parte. Avventura, azione e coraggio dall’altra. Come se la complessità umana potesse stare in uno scaffale, trasformando libri senza stereotipi si trasformano in storie non adatte a tutti.
Quando gli stereotipi entrano nei libri per bambini
Con i libri per bambini la distinzione sembra quasi educativa. In realtà, è il primo passo verso una limitazione più profonda, legata agli stereotipi di genere nei libri per bambini. Alle bambine vengono spesso proposte storie relazionali, emotive, intime. Ai bambini storie di sfida, di conquista, di movimento. Non perché siano scelte consapevoli, ma perché sono più adatti, un po’ come avviene con i giocattoli. E così, molto presto, alcuni interessi vengono incoraggiati, altri scoraggiati.
Il risultato? Bambine che imparano quali emozioni sono legittime. Bambini che capiscono quali emozioni è meglio non mostrare. E tutto questo passa attraverso le storie.
Libri per ragazzi divisi per genere: quando il limite diventa evidente
Con l’adolescenza, la questione si fa più complessa. I libri per ragazzi divisi per genere iniziano a pesare davvero, perché la lettura diventa uno spazio di identità, di riconoscimento, di esplorazione di sé.
E, così, può succedere che un ragazzo che ama storie intime, fragili, emotive rischia di sentirsi fuori posto. Una ragazza che cerca azione, mistero, ambiguità spesso deve giustificare le proprie scelte. Oppur, ancora peggio, questi ragazzi smettono di leggere i libri più belli secondo loro ma che, nella concezione generale, non sono i migliori libri. Sono rinunce piccole che, però, lasciano tracce.
Le conseguenze invisibili dei libri divisi per genere
Gli stereotipi di genere nei libri non influenzano solo cosa leggiamo, ma come cresciamo. Limitano l’empatia, riducono l’immaginazione, restringono la visione del mondo. Diversi studi sull’educazione alla lettura mostrano come l’esposizione a storie varie favorisca lo sviluppo emotivo e cognitivo, aiutando bambini e ragazzi a comprendere punti di vista diversi dal proprio. Quando le storie vengono filtrate in base al genere, questa possibilità si riduce.
E a pagarne il prezzo non sono solo i giovani lettori. Siamo tutti noi, adulti, che spesso continuiamo a scegliere libri coerenti con ciò che ci è stato insegnato. Le bambine e le adolescenti devono leggere Piccole donne o i romancee i bambini e gli adolescenti Il signore delle mosche o i gialli.
Educare alla lettura senza etichette: cosa possiamo fare davvero
Educare alla lettura senza stereotipi non significa guidare, ma aprire la mente a nuove prospettive e punti di vista. Significa anche imparare come scegliere libri senza etichette di genere, senza chiedersi per chi dovrebbe essere una storia.
Alcuni criteri semplici possono aiutare:
- chiedersi cosa racconta un libro, non a chi è destinato
- proporre storie diverse senza commenti che le etichettino
- lasciare spazio alla curiosità, anche quando sorprende
Sono piccole scelte quotidiane, ma fanno la differenza. Sono vere scelte di lettura consapevoli.
Perché leggere e narrare non è una questione di genere (e non dovrebbe esserlo)
Né i libri per donne né quelli per uomini sono una categoria naturale. Sono una costruzione culturale. La lettura, invece, è uno spazio libero. Uno dei pochi in cui possiamo esplorare emozioni, identità e possibilità senza doverci giustificare.
Lasciare cadere le etichette non significa confondere. Significa restituire alle storie il loro potere più grande: parlare a chiunque sia disposto ad ascoltare.
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Leggere è sognare per mano altrui.
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