Ogni anno, in occasione della Festa della Repubblica, torna puntuale il dibattito sulla parata del due giugno. C’è chi la considera una celebrazione fuori dal tempo, chi sostiene che l’esercito non dovrebbe sfilare e chi arriva a proporre l’abolizione delle Forze Armate.
Si tratta di un confronto legittimo, soprattutto in una democrazia. Tuttavia, molte delle critiche rivolte all’esercito italiano sembrano ignorare il ruolo che le Forze Armate svolgono concretamente nel nostro Paese e all’estero.
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TogglePerché l’esercito sfila il due giugno?
La Festa della Repubblica celebra il referendum del 1946 con cui gli italiani scelsero la Repubblica. La parata non è una celebrazione della guerra, ma delle istituzioni dello Stato.
Le Forze Armate fanno parte della Repubblica esattamente come la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e tutte le altre istituzioni che operano al servizio dei cittadini.
La loro presenza ricorda che la difesa dello Stato democratico è una funzione prevista dalla stessa Costituzione.
La Costituzione non prevede l’abolizione dell’esercito
Spesso si cita l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa contro altri popoli. È un principio fondamentale e condivisibile.
Tuttavia, la Costituzione non afferma che lo Stato debba rinunciare alle proprie Forze Armate. Al contrario, l’articolo 52 stabilisce che la difesa della Patria è un dovere dei cittadini e che l’ordinamento delle Forze Armate deve ispirarsi allo spirito democratico della Repubblica.
I padri e le madri costituenti conoscevano bene gli orrori della guerra. Proprio per questo scelsero di affidare l’esercito al controllo delle istituzioni democratiche, anziché eliminarlo.
L’esercito non significa soltanto guerra
Negli ultimi decenni uomini e donne in divisa italiani hanno partecipato a numerose missioni internazionali con compiti di stabilizzazione, protezione delle popolazioni civili, monitoraggio del territorio e supporto alla pace.
Inoltre, c’è un aspetto che spesso viene dimenticato nel dibattito pubblico: quando il territorio italiano viene colpito da terremoti, alluvioni, incendi o altre calamità naturali, i militari sono tra i primi a essere mobilitati.
Abolire l’esercito: una proposta davvero realistica?
Chi propone l’abolizione delle Forze Armate parte spesso da un ideale condivisibile: il desiderio di un mondo senza guerre.
Il problema è che la realtà internazionale è molto più complessa.
Anche i Paesi che promuovono la pace mantengono strumenti di difesa e sistemi di protezione civile in grado di affrontare emergenze, minacce alla sicurezza e crisi internazionali.
La vera domanda non è se avere o meno un esercito, ma come garantire che esso operi sempre nel rispetto della Costituzione, dei diritti umani e dei principi democratici.
Essere contrari alla guerra non significa necessariamente essere contrari all’esistenza delle Forze Armate. Allo stesso modo, riconoscere il ruolo dell’esercito non significa sostenere ogni scelta politica o ogni missione militare.
Il due giugno si celebra la Repubblica e le istituzioni che la servono.
Il confronto è sempre utile. Ma perché sia davvero costruttivo, dovrebbe partire dai fatti e non dagli slogan. E proprio con questo spirito è nata la nuova sezione di questo blog: Opinioni non richieste. Qua, ogni tanto, pubblicherò le mie su argomenti che sento e mi ispirano riflessioni. Non verità assolute ma solo spunti per confrontarci e riflettere. Se vuoi leggerle, le trovi qui 👇🏻👇🏻👇🏻
Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.
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