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Romanzi avvincenti che sbarcano al cinema e alla notte degli Oscar

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Oggi nelle sale cinematografiche arriva il film L’Arminuta diretto da Giuseppe Bonito e tratto dall’omonimo libro di Donatella Di Pietrantonio,. Si tratta di uno dei romanzi più avvincenti degli ultimi anni che, ancora oggi, è nella classifica dei libri più venduti. Il film di Bonito è una delle diciotto pellicole italiane che concorreranno alla designazione del titolo candidato a rappresentare il nostro Paese agli Oscar ed, inoltre, e stato l’unico nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma.

Otre a L’Arminuta, , in questa lista, ci sono anche Tre Piani, diretto da Nanni Moretti e Lei mi parla ancora del regista Pupi Avati. Entrambi trasposizioni cinematografiche dei libri omonimi di Eshkol Nevo e di Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta. Il 26 ottobre l’ANICA si riunirà per scegliere quale sarà il titolo che sbarcherà alla serata degli Oscar, a Los Angeles, il 27 marzo 2022.

Romanzi avvincenti da oggi nelle sale cinematografiche: L’Arminuta

Il romanzo di Donatella Di Pietrantonio, Premio Campiello 2017, e quest’anno nella dozzina del Premio Strega è stato uno dei romanzi best seller da leggere assolutamente, perché capace di farci entrare in un mondo arcaico e rurale e, a tratti violento, dove protagonista è una tredicenne. Siamo nel 1975, in Abruzzo e, improvvisamente e senza capirne il motivo, una ragazzina è catapultata in un mondo a lei estraneo, ma che, in realtà, le appartiene. Le appartiene perché lei è l’arminuta, termine dialettale che si può tradurre in la ritornata, dalla città torna in campagna. Fino a 13 anni ha vissuto in città, in una famiglia borghese e con un padre e una madre che non sono i suoi, ma lei non lo ha mai saputo. Un giorno, però, cambia tutto e, senza alcuna spiegazione, l’arminuta viene riportata in campagna dalla sua vera famiglia, a lei sconosciuta.

Quando ho letto L’Arminuta mi sono chiesta cosa si possa provare ad essere stappati dalla propria casa e dai propri affetti. Ad essere costretti a vivere in un altro ambiente e con un’altra famiglia. Smarrimento? Paura? Disperazione? Rabbia? Credo tutti e quattro questi sentimenti, almeno per per me sarebbe stato così: un turbine di emozioni cui sarebbe pure difficile attribuire un nome. Lei, di cui la Di Pietrantonio non svela mai il nome, dopo i primi giorni in cui prova di capire perché la sua vita è stata stravolta, si rassegna. Tenta di adattarsi ad una vita completamente diversa dalla precedente. Si ritrova ad avere tre fratelli, Vincenzo, Adriana e Giuseppe, che, a modo loro, l’accolgono, un padre silenzioso e violento e una madre stanca per cui è come se non esistesse, molto diversa da quella che l’ha cresciuta.

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Il legame più forte è quello che si crea tra l’arminuta ed Adriana, più piccola di lei, ma già così adulta da proteggere questa sorella sconosciuta pure per lei. Una sorellanza che le vedrà insieme anche da adulte. Un romanzo che, in modo semplice e ammaliante, racconta la maternità e il concetto di cura e responsabilità. Un libro che racconta le differenze tra un mondo antico e contadino e uno moderno e cittadino, ma con con l’obiettivo di trovare un punto di incontro e di conciliazione.

Quello che fanno disperatamente i personaggi è trovare una sintesi.

come spiega Donatella Di Pietrantonio, l’autrice di uno tra i romanzi più avvincenti degli ultimi anni e maggiormente tradotti in altri Paesi.

Tre Piani e Lei mi parla ancora: altri due libri bellissimi da leggere e da vedere

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Grazie a Nanni Moretti e a Pupi Avati sono in lizza per rappresentare l’Italia a marzo del prossimo anno a Los Angeles anche Tre Piani di Eshkol Nevo e Lei mi parla ancora di Giuseppe Sgarbi.

Il primo è stato pubblicato nel 2017 e racconta le relazioni umane attraverso quattro famiglie che abitano nei tre piani, appunto, di un tranquillo e ordinato condomino vicino a Tel Aviv, in Israele. Ciò che traspare fuori, però, non uguale a ciò che c’è dentro agli appartamenti. Queste famiglie, ogni giorno, hanno a che fare con sentimenti forti e, a volte, distruttivi. Il sospetto colpisce la giovane coppia di genitori del primo piano, che pensa che gli anziani vicini di casa vogliano rapire la loro bambina. Il tradimento consumato dall’inquilina del secondo piano, e che diventa il modo per non annegare nella solitudine che dura da anni. Il desiderio di lasciarsi andare e di iniziare una nuova vita della vedova del terzo piano, che ha preferito il marito al figlio. Personaggi profondi e umani, cui Eshkol Nevo dà sempre la forza di rialzarsi, nonostante le batoste inferte dalla vita.

Di un grande amore che non c’è più tratta anche Lei mi parla ancora. L’elegia d’amore che Giuseppe Sgarbi ha scritto in onore della moglie Rina scomparsa da poco. Un dialogo a distanza appassionato, ma anche delicato con la compagna della sua vita e, ora che è morta, della sua anima. Rina, infatti, continua a parlargli e lui sente ancora quella voce che cambiava a seconda che parlasse come una madre con i loro figli o come una donna e una moglie con lui.

 Possedevi il dono delle lingue. A ciascuno la sua. Nessuna mi aveva mai parlato così. Né nessun’altra l’ha mai fatto.

Tre romanzi avvincenti, tre storie diverse che ti consiglio di leggere perché, per motivi diversi, ti faranno passare delle ore piacevoli tra storie di formazione, desiderio di non abbattersi mai e amori immensi, che continuano anche dopo la morte.

Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza.

L’Arminuta

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