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Scrittori siciliani famosi da leggere insieme in estate

scrittori siciliani famosi

Quando ho aperto il mio profilo su Instagram e ho iniziato a girovagare sui social, mi sono resa conto che ci sono alcuni autori che vengono trascurati. E tra questi ci sono tre scrittori siciliani famosi che io amo molto: Giovanni Verga, Luigi Pirandello e Leonardo Sciascia. Autori di immenso valore che, però, Instagram e Facebook dimenticano troppo spesso.

Così, da un po’ di tempo mi balena in mente l’idea di organizzare un gruppo di lettura dedicato a questi tre autori siciliani, un po’ trascurati nel mondo dei social. Potrebbe apparire un po’ di parte, visto che sono siciliana, ma non è così, credo che davvero meritino più spazio.

#estateinsicilia: leggiamo insieme tre degli scrittori siciliani più famosi

Grazie ai social ho scoperto anche i gruppi di lettura. Le letture condivise sono molto utili, ma anche piacevoli perché permettono di confrontarsi con altri lettori appassionati come noi. Nel mio primo gruppo di lettura ho letto La figlia unica di Guadalupe Nettel, un bellissimo libro sulla maternità, mentre da gennaio mi sto dilettando con i miti greci nel gruppo di lettura #leggiamoimiti.

Adesso, ti invito a partecipare a questo piccolo gruppo di lettura in cui leggeremo un romanzo al mese di questi scrittori siciliani famosi in Italia e all’estero. Il titolo del gruppo non poteva che essere #estateinsicilia e sarà su Telegram. Si inizierà a luglio con Giovanni Verga, si proseguirà ad agosto con Luigi Pirandello per concludere a settembre con Leonardo Sciascia. Per ognuno di questi autori ti proporrò due libri e tramite un sondaggio nelle mie stories su Instagram sceglieremo la lettura del mese, alla fine del quale ci sarà la discussione sul gruppo Telegram #estateinsicilia. Il sondaggio si terra ogni 27 del mese e il primo sarà lunedì 27 giugno per decidere il romanzo di Verga. Ecco quali opere ho scelto dei tre celebri scrittori siciliani.

Giovanni Verga (Vizzini 1840 – Catania 1922)

Come ho già scritto qualche tempo fa, il più celebre rappresentante della corrente letteraria del Verismo è il mio autore siciliano preferito. La passione per la letteratura è così forte che gli fa abbandonare gli studi alla facoltà di Legge a Catania. Verga racconta la realtà, la vita e la società così per come sono, in modo oggettivo, reale, vero, verista, appunto. La novella Nedda è stata una delle tracce della maturità di quest’anno e la giovane e misera raccoglitrice di olive anticipa la schiera del cosiddetti Vinti, uomini, donne, bambini vinti dalla povertà e dal degrado, raccontati nelle sue opere.

Della schiera dei Vinti fanno parte anche i protagonisti de I Malavoglia e di Mastro-don Gesualdo, i due libri tra i quali scegliere per scoprire o riscoprire Giovanni Verga. A lui è dedicato il mese di luglio.

I Malavoglia

Pubblicato nel 1881 è il romanzo più popolare dello scrittore catanese e narra la vicenda di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, un piccolo paesino in provincia di Catania. Malavoglia è il loro soprannome e il capofamiglia è il vecchio padron ‘Ntoni. Con lui nella casa del nespolo vivono il figlio Bastianazzo con la moglie detta la Longa e i loro cinque figli ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia

La loro barca, la Provvidenza, fa naufragio, Bastianazzo muore e il carico di lupini, che avrebbe dovuto risollevare le sorti economiche della famiglia, va perso. Tutto va a rotoli e la famiglia si disgrega. I Malavoglia sono dei vinti perché sempre in lotta con un destino di miseria cui è impossibile fuggire.

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Mastro-don Gesualdo

Uscito a puntate nel 1889 racconta la storia del rivolgimento sociale di una classe che decade e di una che tenta di emergere: quella di Mastro-don Gesualdo. Il protagonista del romanzo è un muratore arricchito che investe tutta la vita ed ogni energia nel desiderio ossessivo e spasmodico di accumulare la roba.

Quello del conflitto tra il bisogno e il possesso è uno dei temi dominanti della letteratura di Giovanni Verga, come quello della lotta continua e disperata per la sopravvivenza e l’ambizione di elevarsi da una condizione di povertà anche culturale che, però, è impossibile di fronte all’accanirsi di un destino segnato.

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Luigi Pirandello (Agrigento 1867 – Roma 1936)

Tra gli scrittori siciliani famosi che i social snobbano un po’ e cui voglio dedicare il mese di agosto del gruppo di lettura #estateinsicilia c’è il premio Nobel del 1934. Di Luigi Pirandello ho scelto due opere che hanno in comune i temi dell’incomunicabilità e della relatività della realtà, che appare diversa ad ognuno di noi, ma ugualmente vera.

Di uno ti ho già parlato, si tratta de L’esclusa, ad essere esclusa è Marta, una donna accusata ingiustamente di tradimento dal marito. Questa accusa spinge l’uomo ad allontanarla dalla famiglia e, quindi, la porta ad essere emarginata ed esclusa dalla società.

L’uomo dal fiore in bocca

Stesso tema affronta questo dramma di Pirandello in un solo atto pubblicato nel 1923 e inizialmente intitolato La morte addosso. La breve opera ripropone al lettore il luogo comune secondo cui alcuni beni si apprezzano solo quando si rischia di perderli, come la vita.

Questo accade al protagonista il cui fiore in bocca è un tumore, un epitelioma, che lo sta portando alla morte. Al centro del dramma c’è il colloquio tra quest’uomo, conscio di stare per perdere il bene più prezioso, e un altro che, invece, vive un’esistenza banale e piatta non ponendosi il problema della morte.

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Scrittori siciliani famosi

Leonardo Sciascia (Racalmuto 1921 – Palermo 1989)

Uno dei personaggi siciliani famosi è certamente lo scrittore di Racalmuto. Egli ha saputo narrare la storia della Sicilia e dell’Italia, vivendola e prevedendola. L’ha fatto attraverso le pagine di tanti romanzi brevi che meritano di essere letti o riletti. Pagine nelle quali ha raccontato la vita e la morte e ha parlato di mafia, di giustizia e di politica. Argomenti forti e complicati, ma tratteggiati con semplicità. e in pochissime pagine⁠.

Con il gruppo di lettura #estateinsicilia leggeremo uno di questi due libri a settembre.

A ciascuno il suo

Scritto nel 1966 racconta una storia di sangue e di corruzione in un imprecisato paese siciliano, in cui ad indagare su un duplice omicidio è il professor Laurana, che non crede alle versioni ufficiali. Ma questo lo intrappola in una rete di complicità e opportunismi che consentono il ripetersi di meccanismi intriganti, ma intollerabili.

Leonardo Sciascia, con il suo stile diretto e semplice, rappresenta quei personaggi importanti e di rispetto che, in ogni paese siciliano, hanno potere di vita e di morte su chiunque, ma, nonostante questo, attraggono chi li ascolta. La vicenda descrive una Sicilia crudele e oscura.

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Una storia semplice

Questo breve romanzo del 1989 è ispirato a un fatto realmente avvenuto, il furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assissi di Caravaggio, avvenuto a Palermo nel 1969 e, ancora oggi, avvolto nel mistero. Come il professor Laurana, anche un brigadiere non si accontenta delle versioni ufficiali.

Il carabiniere riceve una strana telefonata da Giorgio Roccella, ma quando il giorno dopo raggiunge l’uomo nella sua villetta, lo trova morto. Il decesso viene catalogato come un suicidio, ma il brigadiere non è convito, soprattutto quando trova un foglio su cui Roccella, prima di morire, ha scritto “Ho trovato”. Questo è il primo indizio che condurrà il brigadiere verso una verità molto diversa da quella di un suicidio.

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Un gruppo di lettura snello con libri bellissimi e con poche pagine da leggere in vacanza. Il gruppo ha già scelto la lettura di luglio che è I Malavoglia, il 31 luglio ci sarà la discussione finale.

Ora ti aspetto mercoledì 27 luglio nelle mie storie di Instagram per scegliere il libro di Luigi Pirandello da leggere ad agosto.

Se vuoi partecipare, clicca sul bottone qui sotto e riceverai anche un piccolo regalo di benvenuto.


Il piacere di tutta la lettura è raddoppiato quando si vive con un’altra persona che divide gli stessi libri.

Katherine Mansfield

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