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Figlia della cenere, Teresa Battaglia torna in libreria

teresa battaglia

Tra le mie letture di giugno c’è stato l’ultimo romanzo di Ilaria Tuti dedicato a Teresa Battaglia, Figlia della cenere.

Fin dal primo romanzo della serie, Fiori sopra l’inferno, uscito nel 2018, il pubblico ama questo commissario sessantenne ruvido e malato, sebbene sia un personaggio molto diverso dagli altri investigatori della letteratura. La scrittrice friulana ritorna con un nuovo capitolo dedicato a lei in cui rivela le sue fragilità. Teresa è un personaggio nato dal desiderio di leggere qualcosa che non aveva mai trovato in nessun libro:

E’ un personaggio che aspettavo e ho trovato un editor che ha accolto questo mio desiderio.

racconta Tuti.

Teresa Battaglia, commissario fuori dagli schemi

Teresa Battaglia è brusca, ha l’alzheimer e un passato di violenza domestica. I lettori l’hanno compresa pagina dopo pagina. Intorno a lei c’è tanto amore che, però, ha diverse sfaccettature: l’amore malato di un serial killer e quello del marito, che Ilaria Tuti ha mostrato in tutta la sua crudezza dopo aver sentito dei racconti di violenza e discriminazione capitati a donne a lei vicine. Però, c’è anche l’amore puro, fatto di stima e attenzioni, dei giovani uomini della sua squadra.

Teresa, ha un passato doloroso quindi, raccontato senza sconti, che, in questo romanzo, si svela, liberandola da un peso che la opprime. Figlia della cenere ha una trama incentrata sul viaggio della protagonista verso l’abisso per combattere i suoi demoni e risorgere. Un percorso che non fa da sola, ma con chi conosce ogni suo segreto: Giacomo Mainardi, l’uomo che aveva catturato ventisette anni prima. Un rapporto a distanza, quasi un amore malato, capace di condurla all’origine del male.

La vita di Teresa è come i mosaici

In Figlia della cenere la natura, raccontata nei primi due romanzi dedicati a Teresa Battaglia, cede il posto alla storia del Friuli, una terra che ha visto alternarsi diversi popoli, ognuno dei quali ha lasciato dei segni. Un patrimonio artistico di incredibile bellezza, ma spesso poco noto, come i mosaici della Basilica di Aquileia, risalenti al IV sec. d.C., che diventano luogo di un mistero da svelare, ma, soprattutto, simbolo della vita del commissario e non solo, come spiega Ilaria Tuti in un’intervista:

Teresa inizia a perdere dei pezzettini di se stessa e della memoria e deve continuamente metterli l’uno vicino all’altro per creare questo grande disegno dell’esistenza e sono anche un simbolo delle vite di tutti noi perché, prima o poi, tutti siamo chiamati a rimettere insieme un po’ i pezzi per andare avanti.

copertina Figlia della cenere di Ilaria Tuti

Teresa deve ricostruire il suo passato e, se da un lato, c’è l’amore insano di Mainardi, dall’altro c’è quello puro dei giovani uomini della sua squadra investigativa. Una famiglia atipica che la stima, la protegge e l’accudisce.

Come ho scritto, questo è il primo libro che leggo con protagonista il commissario creato da Ilaria Tuti e mi è piaciuto molto. Credo che questo personaggio abbia avuto tanto successo proprio perché non è vincente, almeno secondo i canoni della nostra società. Teresa Battaglia è una donna matura, che non deve dimostrare niente a nessuno e, per questo, può essere senza filtri.

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Si muore e si rinasce più volte nel corso di una sola esistenza, Teresa. È capitato. Forse accadrà ancora, e farà male, ma guarda chi sei diventata adesso.

da Figlia della cenere


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